Lois Pryce, viaggiatrice solitaria a cavallo di una moto

English Version

Le donne che viaggiano da sole fanno ancora parlare di sé, nonostante siamo da tempo entrati nel terzo millennio. Ad un evento a Londra abbiamo conosciuto Lois Pryce (www.loisontheloose.com), e ci siamo lasciati subito contagiare dal suo entusiasmo e dalla forza del suo viaggiare.
Lois Pryce, come molti, ad un certo punto della sua vita si trovò imprigionata in un modello di vita che non le piaceva, rinchiusa dalle 9 alle 18 in un ufficio al centro di Londra, dove la cosa più eccitante che succedeva nell’arco dei 12 mesi era la ritinteggiatura delle pareti durante il mese di agosto.
Un giorno si scoprì esausta dalla vita alla BBC Music, fatta di aria condizionata, persone rassegnate e frustrate, rituali senza senso, dialoghi preconfezionati e giorni prevedibili: preparò la lettera di dimissioni che l’avrebbe finalmente allontanata da tutte le cose che detestava e iniziò ad organizzare il viaggio dei suoi sogni, dalla gelida Alaska alla Terra del Fuoco.
20.000 miglia attraverso il continente americano da sola a bordo della sua Yamaha XT225, senza conoscere una parola di spagnolo, senza telefono cellulare e senza essere esperta in meccanica: tutto per non vivere una vita fatta di “se”.
Non la fermarono le notti insonni prima della partenza, i libri di istruzioni su come sostituire le parti di ricambio della moto in caso di bisogno, tutte le incertezze che un viaggio del genere comporta, e nemmeno l’aver incontrato l’anima gemella poche settimane prima del volo verso l’Alaska.
Il suo libro “Lois on the Loose” (n italiano tradotto come “Verso Ushuaia”) racconta in modo esilarante la sua avventura piena di disavventure ma anche di esperienze magnifiche, che possono cambiare molte delle nostre prospettive sul viaggio e sulla vita.
Dopo aver attraversato da nord a sud il continente americano, Lois Pryce ha fatto un viaggio sempre da sola (ma stavolta a bordo di una Yamaha TTR250) da Londra a Città del Capo, attraversando il deserto dell’Algeria, il Niger, le foreste del Congo e i campi minati dell’Angola.
Tra il 2013 e il 2014 è stata poi due volte in Iran, percorrendo più di 3000 miglia in questo Paese che lei ha trovato estremamente accogliente, il più accogliente in cui sia mai stata.
Oltre a viaggiare, Lois scrive, partecipa a conferenze e incontri, organizza ogni anno l’Adventure Travel Film Festival in Gran Bretagna, Stati Uniti e in Australia.
Una viaggiatrice contagiosa, una donna che ispira coraggio, allegria e fiducia. Una delle persone che ti porta a credere che si può fare, vincere i pregiudizi come realizzare i propri sogni.

Nessun commento ancora

Lascia un commento