Il turista italiano: cosa sogna, quanto spende, cosa fa quando va in vacanza

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Rispecchiando una tendenza diffusa, anche il turista italiano fa viaggi più brevi rispetto al passato e sceglie spesso una prenotazione disintermediata (86.4%). Viaggia soprattutto in aereo (e poco in treno), ama scoprire posti nuovi ed è abbastanza condizionato dalle vacanze dei VIP o degli influencer nella scelta delle mete per le sue vacanze.
Questo è ciò che è emerso da un sondaggio che abbiamo condotto online nel mese di Ottobre 2017 su un campione di 888 italiani (dettagli demografici nell’ultimo paragrafo). A piè di pagina è possibile scaricare il report con alcuni dati e diagrammi estrapolati dalle informazioni raccolte.

COSA INFLUENZA LA DECISIONE SUL TIPO DI VACANZA

I giorni a disposizione sono in cima alla piramide decisionale, mentre il budget è il secondo elemento più importante per decidere il tipo di vacanza che si andrà a fare. Seguono il tipo di destinazione e le attività d’interesse che la destinazione stessa offre.
Sulla decisione della meta influiscono soprattutto le vacanze dei VIP e degli influencer, mentre al secondo posto resistono le tradizioni famigliari ed un’eventuale seconda casa di cui poter beneficiare. I racconti degli amici danno filo da torcere alla pubblicità televisiva, mentre magazine e giornali sembrano non incidere granchè sul processo decisionale.
Occorre aggiungere però che se la voce “Vacanze VIP o infuencer” è quella che è risultata più importante per 217 degli 888 intervistati nella scelta della destinazione (opzione più scelta tra tutte quelle disponibili), è anche stata quella che ha preso più voti negativi: per 415 intervistati è l’ultimo fattore che può influenzare la loro decisione. Un valore estremamente indicativo sul gradimento e sulle criticità della categoria, che può rivelarsi una lama a doppio taglio per i Marketing Manager in base al tipo di clientela a cui si rivolgono.

PERCHÈ VIAGGIAMO

I turisti italiani viaggiano soprattutto per scoprire posti nuovi e per conoscere le popolazioni e le tradizioni locali. Il piacere del contatto con la natura viene molto prima del bisogno di relax: forse il riconoscimento del suo potere rigenerante e di tutti i benefici che ne derivano.
Quello che ci auspichiamo, per i turisti di ogni nazionalità, è che le motivazioni siano sempre animate dal più profondo rispetto per la destinazione, per le popolazioni che le abitano e per le bellezze che offrono.

COSA DETESTIAMO QUANDO VIAGGIAMO

Prima di tutto i turisti italiani detestano la sporcizia e l’inquinamento: due fattori giudicati estremamente squalificanti nell’esperienza turistica. Seguono i prezzi elevati quando non sono giustificati dalla qualità del servizio. L’affollamento è un elemento ritenuto penalizzante da più persone rispetto alla percezione di scarsa sicurezza di alcuni luoghi.

QUANTO SPENDIAMO E COME

Spendiamo di norma €50/80 per il pernottamento in una camera doppia e € 20/40 per una cena fuori. Preferiamo spendere un po’ di più per un hotel ben posizionato e per le attività che ci interessano, sacrificando magari altre voci di spesa (shopping, cene, divertimento, categoria hotel).

COSA AMIAMO FARE IN VACANZA

Tra tutte le attività a cui i turisti italiani si sono dedicati mentre erano in vacanza, quelle che hanno amato maggiormente e che si ripromettono di rifare alla prima occasione sono soprattutto legate alla cultura (visite guidate, tour), alle tradizioni locali (sagre, festival, mercati), alla natura (parchi, riserve, fauna) e ai piaceri della vita (relax, buon cibo).
Tra le attività che non hanno invece mai svolto ma che vorrebbero provare spiccano gli educational e i workshop (buona notizia per gli operatori che propongono turismo esperienziale), il volontariato locale (ottimo anche per il turismo responsabile e per l’umanità intera), e molte attività di soft/hard adventure: escursioni a cavallo, rafting, canoa, parapendio, sport neve, bicicletta, trekking, wildlife e molto altro.

LE DESTINAZIONI CHE SOGNIAMO

Abbiamo fatto immaginare agli intervistati di non avere limiti di budget e di poter scegliere 4 destinazioni a loro piacimento per i prossimi viaggi: volevamo capire quali Paesi sono riusciti a piazzarsi (o a restare) in cima ai desideri degli italiani. Questo ci permetterà di analizzare le strategie di Destination Marketing che hanno funzionato e di capire dove gli italiani volgerebbero lo sguardo se la discriminante budget (importante soprattutto in questa lunga fase di stallo economico) venisse a mancare.
Scopriamo così che il continente americano è in cima ai nostri desideri, seguito dall’Asia con alcuni nomi che svettano clamorosamente su tutti gli altri, come il Giappone. Il Paese più desiderato del Medioriente è l’Iran, seguito dagil Emirati Arabi (soprattutto Dubai). La città di New York domina i sogni urbani dei turisti italiani, seguita da Londra e poi Parigi. Perù e Argentina sono sul podio del Sudamerica, l’Islanda è protagonista indiscussa in Europa, seguita da Regno Unito e Scandinavia. C’è ancora interesse per il concetto di “Tour Europeo”, riferito soprattutto alle bellissime capitali del nostro continente (interessante per chi lavora su prodotti Interrail).
In molti vorrebbero scoprire il nostro Paese, soprattutto la Sicilia (la più desiderata) e la Sardegna, mentre il Sudafrica è il sogno del continente africano. La Namibia conferma il buon lavoro fatto negli ultimi anni e il Marocco non ha attualmente rivali nel Maghreb, probabilmente anche grazie alla stabilità politica e all’assenza di attentati terroristici.
In generale, brand territoriali legati alla natura incontaminata e selvaggia (come Patagonia e Lapponia, mentre la Norvegia è scelta soprattutto per i fiordi) dimostrano di esercitare un grande fascino sui turisti, così come le terre dei grandi ghiacci (Alaska sopra tutte). Chi preferisce invece le isole e il mare continua ad orientarsi sui paradisi del Pacifico (soprattutto Hawaii e Polinesia), sebbene le Maldive si difendano bene.

IL CONCETTO DI “POSTO NUOVO”

Come si evince dal report che potete scaricare alla fine di questo articolo, sono pochi i turisti italiani che non sono interessati a scoprire posti nuovi. Questo pone gli operatori di fronte ad una fidelizzazione sempre più difficile da ottenere.

Una piccola riflessione che esula dal sondaggio.
A vote si ha l’impressione di trovarsi di fronte a turisti che sono “piantatori seriali di bandierine”.
Questa rincorsa al nuovo si è amplificata grazie a diversi fattori (maggior facilità di spostamento, aumento delle possibilità di spesa, le dinamiche esasperate da internet, ecc.) che hanno portato a quella che sembra una scarsa penetrazione emotiva nei luoghi. Il viaggio come puro compiacimento narcisistico fa in modo che l’andare in un posto nuovo a volte non corrisponda ad imparare, sperimentare, sentire qualcosa di nuovo. Il viaggio per dire: “Io ci sono stato” e aggiungere una spunta alla lista.
Di contro, la tendenza ad un turismo esperienziale e sostenibile che, fortunatamente, si rafforza.

CAMPIONE ANALIZZATO

Il campione di popolazione analizzato è composto da 888 individui contattati online sui social media (Facebook, Twitter) e invitati a partecipare.
Si tratta per la maggior parte di persone residenti al nord (65.8%), che vivono prevalentemente in centri con meno di 150.000 abitanti (65.2%), hanno mediamente tra i 25 e i 55 anni (67.7%), un reddito annuo tra € 19.000 e € 39.000 nel 42% dei casi, sono prevalentemente di sesso femminile (76.9%) e laureate (55.7%).
Il campione ha risentito indubbiamente della “bolla” mediatica in cui ognuno di noi è più o meno rinchiuso, impedendo di raggiungere tutte le fasce e i segmenti altrimenti analizzabili.

DOWNLOAD: IT - Sondaggio avventura - Report

 

 

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