Turismo Italia: il lavoro dei Travel Blogger e le percezioni del mercato estero

Giovedi 12 ottobre ho avuto il piacere di intervenire nel panel organizzato dalla CNA Turismo e Commercio nell’ambito del TTG di Rimini, una delle fiere più importanti del settore turistico.
Il tema era lo storytelling del nostro Paese: come ci raccontiamo e come veniamo percepiti dai turisti e dagli operatori stranieri?
Personalmente sono stata chiamata a partecipare portando due tipi di esperienza:

1) quella di Travel Blogger, per spiegare in cosa consiste il nostro lavoro e come/quando/perchè gli operatori ci ingaggiano
2) quella di consulente di marketing turistico che vive e lavora all’estero, per raccontare la percezione che i turisti e gli operatori stranieri hanno dello storytelling italiano.

Per tutti coloro che fossero interessati, ai link qui sotto è possibile scaricare le due presentazioni che ho preparato per il panel, che non hanno certo l’ambizione di essere esaustive ma che vogliono essere un punto di partenza per riflettere insieme.
In particolare, la seconda (quella che riguarda le percezioni del mercato estero) inizia con una provocazione dovuta al fatto che la maggior parte dello storytelling domestico è fatto solo in italiano, e continua con la testimonianza di un T.O. inglese che vende da anni viaggi e tour in Italia sul mercato britannico.

Le considerazioni che vi troverete sono sì dettate dalla mia esperienza, ma anche supportate da studi e ricerche reperibili in rete, alcune delle quali non sono aggiornatissime ma tuttora plausibili. Per chi volesse approfondire, suggerisco di dare un’occhiata al report OECD “Italy: Review of Issues and Policies” del 2011.
La strada da fare è ancora molta, ma i punti su cui è necessario intervenire (dalla comunicazione ai servizi, dalle strutture al sistema operativo) sono chiari a molti, e questo è già un traguardo notevole rispetto al passato.

Sebbene il turismo italiano sia per la maggior parte supportato dai turisti italiani, la lunga crisi economica del nostro Paese ha fatto sì che negli ultimi 15 anni il mercato sia cresciuto quasi esclusivamente grazie agli stranieri: un dato dal quale non si può assolutamente prescindere nella creazione dei prodotti turistici, nella comunicazione e nell’individuazione dei canali di vendita.
Cosi come non si può più prescindere dall’affrontare la gestione del sovraffollamento di alcune mete la cui reputazione si alimenta da sola, rispetto alle mancate vendite di destinazioni pressochè sconosciute ma con enormi potenzialità di sviluppo (sostenibile).

PRESENTAZIONE 1: Globetellers - Come, quando, perché lavorare con i Travel Blogger

PRESENTAZIONE 2: Globetellers - Destinazione Italia secondo il mercato estero

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