Benedict Allen: l’avventuriero solitario senza sponsor né GPS

English Version

Ha 57 anni, é brillante, interessante, divertente e si starebbe ore ad ascoltarlo parlare. Si chiama Benedict Allen, ha vissuto avventure tanto incredibili che é persino difficile immaginarle: uno scrittore che ha letteralmente dedicato la sua vita all’avventura e alla scoperta.
E’ diventato famoso per il suo modo di viaggiare minimale, per le tecniche di sopravvivenza in territori ostili e per la capacità innata di entrare in contatto con tribù indigene rimaste isolate fino ad allora.
Spesso abbiamo l’impressione che nel mondo non ci sia più nulla da scoprire. Conosciamo ogni angolo del pianeta e in qualche modo percepiamo che non ci sia più posto per gli esploratori. Eppure, oltre ai ricercatori veri e propri, ci sono viaggiatori tanto avventurosi da fare esperienze che nessuno aveva mai fatto prima, tornando con informazioni tanto importanti per la comunità scientifica da meritarsi il titolo di esploratori.

‘Sono un gatto che ha usato 6 delle 9 vite a sua disposizione’
(Benedict Allen)

A 22 anni Benedict Allen attraversò da solo il bacino del Rio delle Amazzoni, percorrendo 600 miglia a piedi e in canoa (rischiando di morire di fame e malaria). Lo rifece qualche anno più tardi, riuscendo a coprire una distanza di 3.600miglia in sette mesi e mezzo e sfuggendo per miracolo agli uomini di Pablo Escobar.
Fu il primo ad attraversare il Deserto del Namib e a documentarlo, il primo ad attraversare da solo tutto il Deserto del Gobi a dorso di cammello, il primo ad entrare in contatto con le tribù indigene degli Obini (Papua Nuova Guinea) e degli Yaifo (Nuova Guinea).
Fu l’unico uomo estraneo alla tribù Niowra ad essere ammesso al rito di iniziazione maschile dei giovani indigeni: per sei settimane vennero tenuti in isolamento in una capanna e ogni giorno, quattro volte al giorno, venivano fatti uscire per essere picchiati. Il rito si concluse con una cerimonia in cui Benedict Allen venne riconosciuto ‘uomo forte come un coccodrillo’.
Allen affrontò tutti i suoi viaggi attrezzato di ben poco: mappe, kit di sopravvivenza, a volte una piccola videocamera e niente GPS né telefono. Secondo lui infatti il GPS é uno strumento che impedisce la comprensione e la penetrazione vera nel territorio, limita il sapersi affidare all’ambiente circostante e l’entrare in relazione con chi lo abita.

‘Per quanto mi riguarda, esplorare non significa conquistare un luogo, piantare una bandiera o lasciare un segno. Per me è esattamente il contrario: esplorare significa aprirsi e lasciare che il luogo lasci i suoi segni dentro di te.’
(Benedict Allen)

L’aver sempre rifiutato sponsor commerciali e l’aver prevalentemente viaggiato solo e senza alcun supporto sono stati due elementi chiave della sua storia: la genuinità delle esperienze, l’autenticità assoluta dei viaggi, il cavarsela solamente con le proprie risorse hanno conquistato tutti.

“Appartengo all’ultima generazione che ha avuto la possibilità di passare mesi in mondi selvaggi completamente isolato, senza incontrare mai una singola persona appartenente alla propria cultura.”
(Benedict Allen)

Per 10 anni finanziò le sue avventure con lavori saltuari, giusto per coprire le spese di viaggio. Solo dopo il quinto (incredibile) libro, la BBC gli chiese di provare a portare almeno una piccola videocamera con sè e vedere cosa ne sarebbe uscito. Per la TV fu l’inizio di un filone molto fortunato che rivoluzionò diversi palinsesti.

‘Ho voluto fare questa vita sin da quando avevo 10 anni. Ero estremamente motivato, non vedevo nessun ‘altra opzione per me. Certo, ho vissuto buona parte della mia esistenza nell’incertezza, a 20 anni non avevo un lavoro che potesse definirsi tale, e a 30 nemmeno. Ho vissuto coni miei genitori fino a tardi, non avevo una ragazza nè una vita sociale come quella dei miei coetanei. Nessuno mi dava credito. So anche di essermi esposto a rischi immensi, ma fortunatamente i risultati mi hanno dato ragione.
Del resto, se fosse stato facile l’avrebbero fatto tutti.”
(Benedict Allen)

Scoprite di più sul suo sito web: www.benedictallen.com 

2 Risposta

  1. A real traveller and open mind man. Wish I could meet him sooner or later Tnx to Globeteller.com and Elena Torresani for this interesting interview

Lascia un commento