Longshuihu, la città delle donne

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Il governo cinese sta cercando di realizzare il sogno di alcune di noi, almeno il sogno temporaneo: una città interamente dedicata alle donne. E non si sta parlando di servizi o attività espressamente pensate per la donna: si tratta proprio di potere.
Dopo cinque anni dall’ideazione, il villaggio di Longshui – costruito su 2.3 Kmq in stile imperiale nella Cina del Sud – pare essere già attivo. 39 milioni di dollari sono stati investiti in infrastrutture, strade e servizi, e ora il governo cinese sta cercando finanziatori stranieri per ampliare il progetto. Le regole sono piuttosto semplici: tutte le posizioni di potere e comando sono riservate alle donne, e solo a loro spetta il diritto di proprietà. E fino a qui sembra una cosa niente male.
Ai maschi (figli , mariti, parenti, amici) spetta l’obbedienza, pena punizioni di vario tipo (restare in ginocchio su un asse di legno, lavare i piatti e così via): e qui già l’iniziativa si macchia di ridicolo.
Il partito comunista, che ha ripreso la tradizione matriarcale della regione, ha dichiarato di aver realizzato questo progetto per rendere omaggio alla donna in quanto parte fondamentale della rivoluzione cinese: molti in realtà pensano si tratti solo di un’iniziativa furbastra a scopi turistici.
Qualunque sia la ragione che ha portato a questa iniziativa – terrificante sotto molti punti di vista – di fatto potrebbe dar vita ad un esperimento interessante (se così potesse essere considerato): i cinesi, in fatto di esperimenti sociali, ci hanno sempre dato dentro mica male.
Più che altro, un certo istinto malefico farebbe venir voglia di un contrappasso succulento: un soggiorno obbligato a Longshui per tutti quei padri, mariti e fratelli prevaricatori e tiranni che costringono le donne (talvolta di intere nazioni) all’obbedienza più totale (e in caso di disobbedienza le donne in questione non se la cavano certo mettendosi in ginocchio; quanto ai piatti da lavare, lasciamo perdere). Così, giusto per capire come ci si sente ad essere trattati come esseri umani di serie B, o peggio.
Il motto di Longshui è “Le donne non sbagliano mai”: c’è qualcuno che sa meglio di noi quanto questa frase sia una sciocchezza? Soprattutto nella scelta di alcuni partner, c’è da dire.
Se le pene previste in caso di disobbedienza fossero più interessanti, questo villaggio potrebbe essere una meta ambita per le mistress e i loro schiavi, ma non è così.
Allora temo che la mia idea di soggiorno di penitenza e redenzione forzata rimanga ancora la migliore.

China Temple

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